Gli avvocati parlano di "liberalizzazioni selvagge" con due giorni di sciopero, il 23 e 24 febbraio, e una settimana di astensione dalle udienze, nei primi giorni di marzo. Maurizio de Tilla, Organismo unitario dell'avvocatura dice: "Qui si punta alla rottamazione del processo civile. Le manovre economiche e gli interventi legislativi hanno disintegrato il diritto di difesa dei cittadini». La Cassa forense condivide «tutte le preoccupazioni dell'avvocatura" e aderisce "a tutte le iniziative che verranno prese". Anche i penalisti attaccano: per l'Unione Camere penali le liberalizzazioni sono "pura propaganda e vanno contro l'interesse dei cittadini".
Ingegneri
Nel corso del colloquio del 16 gennaio con il Ministro della Giustizia Paola Severino, il Presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri Armando Zambiano ha dichiarato che "è emersa la possibilità di prevedere che le quote maggioritarie delle società di professionisti vengano affidate proprio agli stessi professionisti; si è anche ventilata l'ipotesi di creare società nella forma cooperativa per garantire una partecipazione minoritaria dei soci non operativi".
“Sulle professioni la riforma c'è già stata nell'agosto dello scorso anno, con il contributo attivo degli stessi Ordini. Ora questa riforma va attuata, non discussa".
"Ad agosto sono stati fissati sette principi con i quali riformare il comparto: numero chiuso solo in caso di pubblica necessità, tariffe non vincolanti, pubblicità libera, tirocinio accoppiato al periodo universitario, formazione continua e assicurazione obbligatori, funzioni disciplinari separate da quelle di rappresentanza. Ora questa riforma va attuata, non discussa. Io non capisco bene che significato abbia parlare adesso di abolizione di ogni riferimento alle tariffe minime. Se la riforma di agosto afferma che le tariffe sono solo un punto di riferimento, vuol dire che già oggi non sono obbligatorie. Per i commercialisti è così addirittura da undici anni".
Afferma Claudio Siciliotti, presidente dei commercialisti.

